Da Venezia a Barcellona in camper: il nostro road trip low cost di 10 giorni

itinerario, tappe, prezzi e consigli pratici

Sagrada Familia



Quando si pensa ad un viaggio di 10 giorni on the road, attraversando mezza Europa in camper, la prima reazione è quasi sempre la stessa: sarà troppo caro.

In realtà non è sempre così. Con un po’ di organizzazione e qualche scelta intelligente è possibile vivere un’avventura incredibile senza spendere una fortuna.

In questo articolo racconto il nostro viaggio da Venezia a Barcellona in camper: l’itinerario, le tappe, i costi e qualche consiglio utile per chi sogna un road trip simile.

Per me il camper è stato libertà: pochi programmi, tanta strada e la possibilità di svegliarmi ogni giorno davanti a panorami incredibili. In 10 dieci giorni ho attraversato Italia, Francia e Spagna, dimostrando che anche un viaggio lungo, ricco di bellezza, può restare accessibile.

Questo itinerario in camper da Venezia a Barcellona attraversa alcune delle città più belle del mediterraneo, passando per Nizza, Marsiglia e Montpellier.

  1. Quanto ho speso davvero per questo viaggio?
  2. Giorno 1: da Venezia a Nizza
  3. La prima notte vicino Nizza
  4. Giorno 2: Marsiglia
  5. Dove abbiamo dormito
  6. Giorno 3: Motpellier e Argeles-sur-Mer
  7. Dove abbiamo dormito
  8. 4 giorni a Barcellona
  9. Cosa visitare a Barcellona in 4 giorni
  10. Giorno 9: Lloret de Mar/ Roses ed i fuochi d’artificio
  11. Ritorno verso l’Italia: quando il camper decide di fare di testa sua😅

Più sotto trovi il budget reale, tappa per tappa, con tutti i costi spiegati senza filtri.

Durata: 10 giorni

Itinerario: Venezia- Nizza- Marsiglia- Montpellier- Argelès-sur-Mer- Barcellona- Lloret de Mar- Roses- rientro a Venezia.

Mezzo: camper

Pernottamenti: campeggio+ hotel

Chilometri percorsi: 1.255 km (solo andata)

Gasolio: circa 240 euro andata e ritorno

Pedaggi: 120 euro andata e ritorno

Budget: viaggio low cost

Piccolo spoiler: il camper ci ha regalato anche un imprevisto sull’autostrada….

Era da un po’ che sognavamo un road trip in camper fino a Barcellona. Così tra una mappa aperta sul tavolo e tanta voglia di partire, abbiamo deciso di provarci davvero.

Premessa importante: prenotate i campeggi in anticipo

Se state organizzando un road trip in camper in estate, sopratutto ad agosto,il mio consiglio è uno solo: prenotate i campeggi con largo anticipo. Noi abbiamo usato due applicazioni: camper contact e park4night.


In molte località della Costa Azzurra e della Spagna trovare posto all’ultimo momento può diventare complicato, sopratutto vicino al mare. I campeggi migliori si riempiono velocemente e rischiate di dover ripiegare su soluzioni più costose e meno comode.


Si parte!

Il viaggio verso la Costa Azzurra

Prima di partire abbiamo fatto una bella spesa grande al supermercato. Viaggiando in camper è una delle cose che fa davvero risparmiare: avevamo già colazioni, pranzi veloci e qualche cena pronta, così abbiamo evitato di mangiare fuori troppo spesso. In questo modo abbiamo speso circa 150 euro in totale, ma ci è bastato per quasi tutti i giorni del viaggio.

Siamo partiti al mattino presto e questa scelta si è rivelata fondamentale: abbiamo impiegato circa 5 ore e mezza evitando gran parte del traffico.

Durante il tragitto abbiamo fatto una sosta nei pressi di Genova (area di sosta Piccaro Nord), in un’area verde molto curata, con tavolini e servizi: perfetta per una pausa pranzo e per sgranchirsi le gambe prima di ripartire.

Arrivare a Nizza nelle ore di punta può essere complicato, sopratutto in camper. I parcheggi sono

pochi, costosi, e sconsiglio di lasciare il mezzo in strada per evitare spiacevoli inconvenienti.

Arrivati a Nizza sono rimasta colpita dalla famosa Promenade des Anglais. Abbiamo passeggiato per il centro storico, assaggiando colori, profumi ed un ritmo vivace che ti fa subito capire: “Siamo in Costa Azzurra”.

Se vuoi scoprire tutti i dettagli su cosa vedere a Nizza, dai un’occhiata al mio articolo completo che a breve pubblicherò. (Cosa vedere a Nizza in un giorno: tra mare, centro storico e Promenade)

Per la notte abbiamo scelto un campeggio vicinissimo al mare ad Antibes, (Camping De L’hippodrome) poco fuori Nizza. Campeggio semplice, tranquillo. Costo totale: 50 euro. Non pochissimo, ma per la Costa Azzurra direi assolutamente nella norma. L’idea era chiara: cena veloce, due chiacchiere, una passeggiata serale.

Spoiler: non è successo.

Dopo cena sono crollata. Ma proprio crollata.

Il viaggio, l’adrenalina della partenza, l’emozione della prima tappa…tutto insieme. Il camper si è trasformato in una piccola tana sicura. Ed il sonno ha vinto su tutto.

Antibes l’abbiamo lasciata per il giorno dopo.

Quando finalmente siamo riusciti a visitarla, ci ha subito colpito per la sua atmosfera tranquilla: è una cittadina che si gira benissimo a piedi. In poche ore riesci a vedere il centro storico, fare una passeggiata lungo le mura ed arrivare fino al porto. Antibes è più vecchia di Nizza ma molto più affascinante: più autentica e decisamente meno caotica.

Da Antibes a Marsiglia abbiamo impiegato circa 2 ore. Siamo partiti in tarda mattinata, senza fretta, con l’idea di goderci la giornata con calma.

La zona che mi è rimasta di più nel cuore è stata il Vieux Port ( Porto Vecchio). È pieno di movimento, di locali,perfetto per passeggiare e godersi l’atmosfera. C’è un’energia viva, un po’ disordinata ma autentica.

Una zona che invece, personalmente, non mi ha colpita tantissimo è stata Le Panier. Carino si, con le sue stradine strette, i muri colorati, e quell’aria da piccolo villaggio provenzale, ma forse mi aspettavo qualcosa di più.

Detto questo, è un’ottima zona dove fermarsi a mangiare: i prezzi sono decisamente più bassi ad altre parti di Marsiglia e si trovano posticini semplici e piacevoli. Quindi magari non mi ha colpita al cuore, ma al portafoglio si! 😌

Impossibile,però, non salire fino alla Notre-Dame de la Garde (la visita è gratuita). Da lì la vista è ampia, aperta, quasi potente. Ti fa sentire piccola davanti al mare ed alla città che si stende sotto di te. È uno di quei momenti in cui ti fermi un attimo, senza parlare.

Per la notte abbiamo scelto un campeggio in collina, lo Youcamp Village, ci è costato 55 euro in totale. La vista davvero bellissima. La piazzola era grande, spaziosa, con attacco corrente ed acqua.

Dopo una giornata in città, tornare su con quel panorama davanti è stato proprio il modo giusto per chiudere la giornata. Marsiglia è affascinante, ma la sera abbiamo preferito rientrare in un posto più tranquillo. In camper, con quel panorama davanti, mi sono sentita decisamente più rilassata.

Marsiglia mi ha lasciato sensazioni un po’ contrastanti. È viva, vera, a tratti caotica. Non è elegante come altre città della Costa Azzurra, ma ha un carattere forte, autentico.

Non è stato un colpo di fulmine, però è una città che si fa ricordare. Forse proprio per questo vale la pena fermarsi: per capire che non tutti i posti devono piacerti subito, alcuni li devi semplicemente vivere.

Questo è solo un assaggio: presto pubblicherò una guida completa con tutti i dettagli.

La mattina dopo eravamo pronti a ripartire. Nuova strada, nuovo mare, nuova tappa.

La mattina siamo ripartiti. Marsiglia alle spalle, strada davanti e quella bella sensazione di quando sai che il viaggio continua. La strada verso Montpellier è stata tranquilla, di quelle che scorrono veloci senza accorgertene.

Montpellier, mi è sembrata subito più ordinata, elegante e sorprendentemente giovane.

Abbiamo passeggiato senza una meta precisa. Non è stata una visita da “guida turistica”, più un momento di respiro. E in quel momento andava benissimo così.

Consiglio, comunque, di andare nell’immensa Place de la Comèdie, dove abbiamo pranzato e ci siamo concessi un mitico panino del mc donalds.

Nel pomeriggio siamo ripartiti verso il mare, direzione Argelès sur mer. E lì ho proprio sentito il cambio dell’atmosfera: meno città, più vacanza.

Abbiamo scelto il campeggio Camping Catalan al prezzo di 40 euro a notte perchè vicinissimo al mare. Te lo dico sinceramente: non era bellissimo. Un po’ vecchiotto, non particolarmente curato… uno di quei campeggi che scegli più per la posizione che per il fascino. Scruvere che non si poteva piu entrare e uscire dopo le 23.😟

Però.

Il mare era lì. A due passi. Quando scendi dal camper e senti subito l’aria salata, improvvisamente tante cose passano in secondo piano. Davanti a noi si apriva una spiaggia enorme, davvero lunghissima, di quelle che sembrano non finire mai.

Il momento che mi è piaciuto di più, però, è stato la sera. Quando il sole scende, cambia tutto. Il lungo mare si accende, i negozietti rimangono aperti, i locali si riempiono. C’è musica, movimento, risate. Diventa uno di quei posti dove cammini senza meta e ti lasci trascinare dall’atmosfera. Una scelta che rifarei senza dubbi.

La mattina dopo il lungomare era già pieno di vita: il Marché Saisonnier d’Argeles sur mer offre bancarelle variabili durante l’estate (non è tutti i giorni, ma a seconda del giorno puoi trovare quello tradizionale, bio o serale sul porto).

Pieno di colori, profumi e bancarelle con ogni tipo di cosa da mangiare. Formaggi, salumi, dolci, frutta.. tutto super invitante.

Ovviamente ci siamo fatti tentare.

Piccolo consiglio da amica: guardate, fatevi un giro, godetevi l’atmosfera… ma chiedete sempre il prezzo prima.

Abbiamo speso una cifra assurda per un pezzettino di prosciutto. Di quelli minuscoli, che dici “vabbè, sarà poco”.. ed invece no.

Diciamo che è stato il nostro momento “turisti ingenui” del viaggio.

Però fa parte dell’esperienza no?

Però – perchè c’è anche un però- abbiamo comprato tre stampe bellissime, ad un prezzo super onesto. (Di quelle che) quando le guardi sai già che finiranno dritte a casa e ti ricorderanno quel momento.

Quindi, sì, prosciutto carissimo… ma anche un ricordo che valeva la pena portare via!

E poi, come sempre, si riparte.

Finalmente siamo arrivati a Barcellona, dove siamo stati per 4 giorni.

Non so se capita anche a te, ma ci sono città che senti “diverse” già prima di entrarci. Ecco, Barcellona per me era una di quelle.

Dopo giorni in camper, per questa tappa abbiamo fatto una scelta diversa: hotel. I campeggi intorno Barcellona sono abbastanza distanti dal centro e, sinceramente, anche piuttosto cari.

L’hotel in cui abbiamo alloggiato si chiama hotel travelodge barcellona poblenou con parcheggio sotterraneo ed abbiamo speso 200 euro a testa per 3 notti. Sinceramente per Barcellona ad agosto mi è sembrato onesto.

Per tutti questi giorni, ci siamo spostati con gli scooter elettrici, comodi, li trovi ovunque e sono economici.

Barcellona l’ho trovata stupenda davvero, immensa ma abbastanza caotica.

Però ha degli angoli che cambiano davvero atmosfera.

La Sagrada Familia mi ha lasciata senza parole. È una di quelle cose che ti fa sentire piccola davanti a qualcosa di enorme, piena di dettagli, quasi impossibile da capire fino in fondo.

Barcellona,però, non è solo questo.

Non è solo monumenti incredibili e strade piene di persone.

È anche il contrario.

È il momento in cui ti allontani un po’ dal caos e ti ritrovi alla Barceloneta alle dieci di sera, con la gente che gioca ancora in spiaggia come se il giorno non dovesse finire.

È il silenzio del Parc de la Ciutadella, con persone stese sull’erba senza fretta.

Ed è li che ho sentito quella sensazione di pace, leggerezza, serenità.

La stessa sensazione l’ho provata al tramonto, seduta sugli scogli a Barcellona. C’era un sacco di gente, ma ognuno era nel proprio spazio: cuffie nelle orecchie, occhi chiusi, qualcuno che accennava passi di danza guardando il sole scendere sul mare. Non era caos. Era libertà.

Per non parlare poi, del Park Güell pieno di colori e quell’aria artistica che ti fa sentire in un posto diverso dal solito.

E poi capitare li durante la Festa Major de Gràcia è stata una sorpresa totale. Le strade decorate in modi completamente diversi, le luci, la musica, non me l’aspettavo proprio. Era tutto così vivo.

Barcellona è una città che ti mette alla prova. È piena, rumorosa, a volte quasi troppo. Ma poi ti regala momenti di pace che non ti aspetti. Forse non è una città perfetta. Però è una città viva.

E alla fine, tra caos e serenità, è proprio questo equilibrio che mi ha fatto dire: sì, qui tornerei.

E comunque no… Barcellona non si può riassumere così in poche righe. È una di quelle città che ha bisogno di più tempo. Quindi sì, prometto che le dedicherò un articolo tutto suo.

Abbiamo ripreso il nostro camper e rimesso in moto tutto, questa volta però direzione Italia.

Quella sensazione strana di quando stai tornando…ma le vacanze non sono ancora finite del tutto. Prima di lasciare la Spagna ci siamo fermati un paio d’ore a Lloret de mar. Il cuore pulsante della Costa Brava. Noi siamo stati nella Cala Fenals, l’acqua era cristallina, adatta a chi cerca un atmosfera più tranquilla rispetto alla spiaggia principale. Offre tutti i servizi, come chiringuitos, sport acquatici e noleggio lettini.

Per la notte siamo rimasti ancora in Spagna, in un campeggio a Roses al prezzo di circa 50 euro a notte. Era molto grande, super attrezzato, con una bella piazzola spaziosa. L’unica cosa? Poca privacy nelle piazzole, con pochi alberi, quindi un po’ meno ombra ed intimità rispetto ad altri posti.

La spiaggia lì davanti era carina, ma non di quelle che dici “wow”. Però ci siamo seduti lo stesso a guardare il tramonto. Ed alla fine, quando il cielo cambia colore, non serve molto altro.

La sera, invece, il lungomare era tutta un’altra storia. Pieno di gente, vivo, con quell’energia tipica delle località di mare d’estate.

Mi ricordo ancora un signore che aveva creato delle specie di castelli di sabbia illuminati con

piccole lucine. Sono rimasta senza parole per la sua bravura.

E come se non bastasse, senza nemmeno saperlo, abbiamo assistito ai fuochi d’artificio direttamente dalla spiaggia. È stato un momento magico.

Forse è stato il modo perfetto per salutare la Spagna.

Questa volta, però, non posso dire che il viaggio sia stato proprio tranquillo. Anzi.

Nel bel mezzo dell’autostrada il camper ha deciso, molto serenamente, che la frizione non gli serviva più.

Dopo il primo momento di panico (perchè sì, un po’ di panico c’è stato), abbiamo fatto l’unica cosa possibile: continuare a guidare senza frizione e sperare di arrivare da quale parte.

Per fortuna era ancora pomeriggio e siamo riusciti ad arrivare da un carrozziere super gentile che, dopo aver dato un occhiata al problema, ci ha indirizzati verso un autoricambi lì vicino per recuperare il pezzo rotto.

A quel punto però era già buio e metterci a riparare il camper in quelle condizioni non era proprio l’idea migliore.

Abbiamo provato a chiamare diversi campeggi, ma come spesso succede in estate erano tutti pieni. Inoltre molti chiudono verso le 18,30/19, quindi il tempo a disposizione stava finendo velocemente.

Alla fine abbiamo preso la decisione più semplice: un B&B (Narbonne) vicino all’autostrada al prezzo di 35 euro a persona e una notte di riposo, rimandando la riparazione al giorno dopo.

E anche questo, in fondo, fa parte dell’avventura.

Piccolo consiglio: se partite in camper, portatevi sempre dietro qualche attrezzo. Gli imprevisti arrivano quando meno te l’aspetti…meglio essere preparati.

L’indomani mattina abbiamo riparato il furgone, guidato ancora un bel po’ ed abbiamo proseguito fino allo stesso campeggio dell’andata, il Camping De L’hippodrome, poco prima di Nizza.

È stato strano tornarci. Un po’ come chiudere un cerchio.

L’ultima giornata l’abbiamo passata lì, bloccati dalla pioggia che non ci ha dato tregua. Ma considerando che per tutto il viaggio il meteo è stato dalla nostra parte, direi che possiamo ritenerci più che soddisfatti!

La mattina dopo, con calma, siamo ripartiti davvero.

Direzione casa. Venezia.

Alla fine, ripensandoci, forse, è proprio questo il bello dei viaggi on the road.

Non è solo il mare, le città o i panorami incredibili.

Sono anche gli imprevisti, i piani che saltano, le soluzioni trovate all’ultimo momento e le persone gentili trovate lungo la strada.

Perchè quando viaggi così con una casa su quattro ruote, ogni giorno può succedere qualcosa che non avevi previsto. E spesso sono proprio quei momenti a diventare i ricordi più belli.

Questo road trip da Venezia a Barcellona ci ha lasciato addosso chilometri, risate, un po’ di stanchezza… e una gran voglia di ripartire.

Perchè in fondo funziona sempre così.

Se stai pensando anche tu ad un road trip in camper fino a Barcellona, spero che questo racconto possa aiutarti ad organizzarlo.. o almeno a farti venire voglia di partire.

Vado. Poi vi racconto.

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